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The Boxer

La canzone

Ascolta The Boxer – Simon & Garfunkel

Sesta traccia dell’ultimo album in studio (e unanimamente considerato il migliore) del duo Newyorkese, che in appena 6 anni di registrazioni, riusci a lasciare nella storia della musica un solco che molti non riusciranno a lasciare nemmeno in 3 decenni.
L’autore è come sempre il piccolo dei due: Paul Simon, che avrà una carriera molto fortunata anche da solista, al contrario del quasi dimenticato ex-socio Art Garfunkel. Strano destino, ma nemmeno poi tanto, dato che negli anni d’oro era quest’ultimo che con la sua voce da usignolo incantava le folle.

Il pezzo è un bellissimo spaccato di vita americana, una vita difficile, passata nelle periferie della felicità, tra le strade di New York. Un ragazzo, cantato in prima persona, che abbandona la propria casa in cerca del suo futuro e vi trova solo disperazione e miseria, costretto a vivere tra le strade malfamate, senza un tetto, senza un lavoro.

…Asking only workman’s wages / I come looking for a job / But I get no offers / Just a come-on from the whores / On Seventh Avenue / I do declare / There were times when I was so lonesome / I took some comfort there…

Solo le prostitute gli anno detto Sì, il resto del mondo lo ha respinto. Eppure non trova la forza di tornare indietro sui suoi passi, dice che lo farà, ma rimane fermo nella sua prigione.
L’ultima strofa, cantata in terza persona, è una metafora con la figura del pugile (The boxer appunto), che soffre delle sconfitte, dei pugni ricevuti, che si ribella internamente promettendosi che abbandonerà quella vita, ma rimane sempre lì a lottare.

…In the clearing stands a boxer / And a fighter by his trade / And he carries the reminders / Of ev’ry glove that laid him down / Or cut him till he cried out / In his anger and his shame / “I am leaving, I am leaving” / But the fighter still remains.

L’accompagnamento, azzeccatissimo, è quello tipico del duo, la poetica chitarra acustica di Paul Simon a fare da guida all’ingresso sporadico di altri strumenti (fiati e batteria in primis) che enfatizzano i momenti topici della canzone. Il ritornello è invece frutto del caso, in origine era un la-la-la che avrebbe dovuto lasciare posto a un ritornello vero, che non fu mai scritto. A volte il caso, e il coraggio di affidarsi ad esso, ci portano piacevoli sorprese. Quel la-la-lai senza significato, assume all’interno della canzone un effetto evocativo che nessun testo avrebbe saputo esprimere.

Amo particolarmente, la variazione di percorso della chitarra acustica che lega  le ultime due strofe. Pochi istanti che spezzano il fiato in gola, tra la promessa “going home” e la metafora del pugile che la infrange.

Il Queensboro Bridge, che collega le Manhattan al Queens (luogo di incontro di Paul e Art)

Il contesto

Siamo a cavallo tra 1969 e il 1970, l’America affronta il dramma della sconfitta nella guerra del Vietnam e Richard Nixon ha da poco iniziato il suo mandato.
Molti sogni sono appena caduti, le icone JF Kennedy e ML King uccise, e anche l’estate dell’amore inizia a diventare un ricordo. Le strade delle metropoli si riempiono di senzatetto, gente che non trova un lavoro, reduci di guerra e tra questi anche il protagonista della nostra canzone.
Paul Simon sente il bisogno di raccontare con parole semplici, che arrivino subito al pubblico, una di queste storie di vita vera, molto lontana dal mondo patinato dello spettacolo e anche dalle sue personali illusioni giovanili.

L’album

1970, il duo è attivo sin dal 1956, quando due giovanissimi talenti si esibiscono nelle scuole sotto il nome di Tom & Jerry. Si conobbero alle elementari, nell’area metropolitana del Queens a New York City. Città che sarà sempre presente nelle loro canzoni, e della quale sono uno dei simboli musicali più forti.
Il successo era arrivato in modo inaspettato con la celebre seconda versione di The Sound of Silcence e Mrs Robinson, prestata alla colonna sonora del film Il Laureato.
Il rapporto umano tra Paul e Art è agli sgoccioli, come spesso capita dopo i grandi successi, iniziano le gelosie e le rivendicazioni. Paul autore di tutto il repertorio, Art la voce che lo ha reso famoso, ognuno ha a suo modo di vedere, ragione.
Si dividono e non benissimo, col più classico canto del cigno, il capolavoro assoluto della loro produzione. Un album considerato tra i capisaldi della musica americana del ‘900.
A partire dalla title-track, capolavoro ripreso da ogni genere di artista, che interrompe il fiato per tutti i suoi 5 minuti. Passando per The Boxer e The Only Living Boy in New York, altro inno malinconico all’amata città. Chiude un pezzo live, una chicca di assoluta dolcezza che sembra un’eredità: Song for the asking.

Si riuniranno solo molti anni dopo (1981) per un concerto evento al Central Park della loro amata New York, davanti a un pubblico immenso e speranzoso.

THE BOXER
Simon & Garfunkel
(Paul Simon)

Bridge over troubled water
1970 Comumbia


FRISONGS

Le canzoni libere del venerdì. Dai classici più conosciuti alle chicche che vale la pena di portare gelosamente nei nostri viaggi reali o immaginari.